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2011-03-30 | Documentos de Trabajo | Mapuche

Mapuche, l’altra faccia del Cile

Il 22 marzo il Tribunale di Cañete, nel sud del Cile –regione di Bio Bio-, ha dichiarato colpevoli quattro Mapuche del reato di tentato omicidio nei confronti del pubblico ministero Mario Elgueta. I fatti risalgono all’ottobre 2008, quando l’avvocato subí un’aggressione da parte di un gruppo di comuneros mapuche. Il processo, intentato contro diciassette persone, si é risolto ancora una volta per mezzo dell’applicazione della Legge Antiterrorismo, reminiscenza della dittatura di Pinochet, che permette di giudicare gli accusati attraverso le deposizioni di testimoni anonimi e di applicare la prigione preventiva indefinita.


Il leader del gruppo, Héctor Llaitul, ha ricevuto 25 anni di carcere, mentre altri tre comuneros dovranno scontare venti anni di prigione. L’uso della Legge Antiterrorismo solo per applicarla nella repressione dei movimenti di emancipazione del popolo Mapuche é in netto contrasto da quanto indicato dal Consiglio per i Diritti umani della Onu. All’indomani della sentenza, i quattro hanno iniziato uno sciopero della fame, misura con la quale chiedono l’annullamento di un processo viziato nel suo sviluppo e nella forma con la quale é stato istruito.
Sulla legge Antiterrorismo, usata per reprimere le istanze Mapuche, e sulle prospettive delle revindicazioni del popolo autoctono cileno abbiamo conversato con Jorge Calbucura, principale referente Mapuche in Europa. Coordinatore del Centro di documentazione Ñuke Mapu (www.mapuche.info), Calbucura é tra i principali studiosi della cultura e del popolo Mapuche (al quale appartiene) ed insegna alla Mid Sweden University.
Nel processo di Cañete lo Stato cileno é tornato ad avvalersi della Legge antiterrorismo per giudicare imputati Mapuche. Per quale ragione si continua a ricorrere a questo strumento legale?
La ragione per cui si applica questa legge contro gli attivisti Mapuche é politica. Non esiste nessun precedente che giustifichi l’esistenza di organizzazioni sovversive o terroriste in Cile. É per questo che gran parte del Sistema internazionale per i Diritti umani esige l’abrogazione di questa legge, tra cui spicca la Commissione etica contro la Tortura, che ha discusso la repressione contro i Mapuche nell’ambito del Comitato per l’eliminazione della discriminazione razziale nell’agosto 2009. Il Consiglio per i Diritti Umani della Onu, in vari rapporti speciali, ha raccomandato che non si usi la Legge antiterrorismo nei casi di attivitá e manifestazioni di protesta e rivendicazione del popolo Mapuche. Queste raccomandazioni sostengono che l’applicazione della legge non garantisce il processo imparziale e apporta precedenti nei casi che questi diritti vengano violentati. La legge prevede l’uso di testimoni anonimi, la prigione preventiva indefinita e il doppio processo –civile e militare- agli accusati.
Di fronte alla comunitá internazionale, un paese come il Cile che si dichiara maturo per entrare nel primo mondo, l’uso di una legge speciale contro la popolazione indigena appare piuttosto come un mezzo da Terzo mondo, visto che implica la repressione e la violazione ai diritti umani. Esiste l´intenzione di presentare una riforma o non succederá nulla?
La disposizione mentale di fronte al ¨terrorismo¨ in Cile é la stessa che nel resto del mondo occidentale; pertanto non esiste una volontá politica per introdurre una riforma a questa legge. Durante il governo della presidente Bachelet, si prese la decisione di non applicarla ai delitti imputati agli attivisti Mapuche. In seguito, lo sciopero della fame del 12 luglio 2010 di trentuno comuneros Mapuche pretese il diritto a processi giusti, alla applicazione di una giustizia obiettiva ed imparziale e la abrogazione della Legge antiterrorismo. Nessuna di queste richieste venne presa in considerazione. Per introdurre riforme a questa legge bisogna contare con la maggioranza assoluta nelle rispettive camere legislative, che equivale ad una riforma della Costituzione politica, ereditata dalla dittatura di Pinochet. Oggi, non esiste consenso. La destra ha ereditato il lascito di Pinochet, é forte elettoralmente e la possibilitá di giungere ad un accordo é molto improbabile. Il risultato dello sciopero della fame del 12 luglio 2010 é stata la promessa politica di non sottoporre i Mapuche accusati ad un doppio processo; ossia che i loro casi fossero materia solo di un processo civile.
Ció nonostante, il Ministero pubblico cileno é un organismo autonomo e determinó che la disposizione era incostituzionale. Questo significa che in futuro, si applicherá la Legge Antiterrorismo contro gli attivisti ed i rappresentanti politici della nazione Mapuche.
A cosa si deve che nemmeno una presidente progressista come la Bachelet abbia potuto fare qualcosa per la revisione di questa legge?
Come si sa, la dittatura di Pinochet ha facilitato il cammino per rendere effettivo l’esperimento neoliberale il quale, in línea di massima, si considera di successo. A livello mondiale il progetto cileno é ammirato e non ha molti detrattori, né a sinistra, né a destra.
Questo esperimento ha avuto il suo effetto all’interno dell’ideologia di sinistra e come tale ha cementato la piattaforma della corrente sociale liberale in quella che fu la sinistra anticapitalista. É il caso del Partito socialista cileno (che detiene il record di essere il primo partito politico anti-imperialista in America Latina negli anni Sessanta ed il primo partito social liberale negli Ottanta), partito nel quale milita l’ex presidente Bachelet. In questo caso, sia la formazione che la piattaforma politica della Bachelet sono social liberali, denominazione che nel contesto intellettuale e politico latinoamericano si puó classificare come neo-liberale.
Forse lo Stato cileno teme i Mapuche o ci sono altre ragioni?
Affermare che lo Stato cileno teme i Mapuche é un poco esagerato. I pochi sondaggi sull’opinione pubblica che si sono fatti su questo tema hanno dimostrato che esiste una chiara simpatia alle rivendicazioni storiche dei Mapuche.
Piuttosto esiste una irritazione da parte dell’elite politica ed economica verso l’agenda politica Mapuche. L’irritazione ed il malessere si devono all’interruzione del buon corso degli affari e al fatto che la mobilitazione dei Mapuche ha riportato alla luce un’agenda anticapitalista, democratica verso il rispetto della cultura ed il diritto di essere differenti. Ossia, un’agenda diametralmente opposta ai postulati del neoliberalismo della destra e del social liberalismo della sinistra.
Il problema principale che si percepisce in Cile é che il riconoscimento del rispetto dei diritti dei popoli indigeni implica il cambiamento del corso neoliberale che é penetrato a fondo negli ambiti della societá cilena. Si tratta di un contrattempo di grande peso nell’ambito legale, sociale, economico ed intellettuale del Paese.
In questo momento esiste una volontá politica per il riconoscimento dei diritti indigeni?
Nel corso di questo periodo post-dittatura non é mai esistita una volontá politica per il riconoscimento dei popoli indigeni del Cile. La destra dura e blanda nella sua nozione geopolitica della vita e del mondo vede un enorme pericolo di secessione. Questo si deduce dall’idea che se lo Stato cileno ratifica il Convegno 169 dell’Organizzazione mondiale del lavoro sui popoli indigeni e tribali del 1989 si troverebbe in seri problemi. Il grande timore é la introduzione dei concetti di ¨popolo¨ e di ¨diritti territoriali¨ nella Costituzione politica cilena. Secondo i giuristi di destra questo abilita gli indigeni a reclamare la divisione giurisdizionale del Cile. La sinistra dura e blanda cilena, dal canto suo, non é intellettualmente atta ad attendere ed intendere questo problema; non figura nella sua agenda politica. Da qui che la sinistra oggi non é piú un’alleata del movimento indigeno in nessuna parte del pianeta. Il tema etnico, i diritti ancestrali, il sistema di proprietá collettiva, l’interculturalismo e la possibilitá di riconoscere uno Stato plurinazionale sono temi troppo complicati per la nozione di democrazia e ¨sviluppo¨ che intende la sinistra.
Dove va il movimento Mapuche?
L’agenda di rivendicazioni mapuche é parte dell’agenda globale dei popoli indigeni. Consiste in due richieste: da un lato la richiesta storica, che consiste nel riconoscimento dei crimini e l’usurpazione contro le nostre nazioni, che porta alla necessitá di applicare una qualche forma di giustizia e quindi il pagamento di un indennizzo. L’asse contemporaneo di questa richiesta storica consiste nell’assumere politicamente ed intellettualmente che c´é un presente perché c’é stato un passato. Questo comporta la comprensione della democratizzazione dello Stato nazionale introducendo il riconoscimento costituzionale dei popoli indigeni; ed in secondo luogo si impone la necessitá di dare forma all’autonomia dei territori indigeni e per ultimo la creazione di un organismo di deliberazione proprio, ossia un parlamento indigeno.
Con quali mezzi i Mapuche continueranno la loro lotta?
La storia della resistenza dei popoli indigeni é antica quanto la storia dell’incontro con la civiltá occidentale. Questa storia di resistenza é in primo luogo mentale, di non piegarsi di fronte al conquistador ed invasore. In questo ci hanno mostrato il cammino i nostri avi, che ci hanno dato la forza per mantenere alta la nostra dignitá. Questo é l’unico e piú importante mezzo. Tutto il resto é parte delle circostanze sociali, politiche ed economiche del momento. Al rispetto, la strategia di resistenza dei popoli indigeni si é dimostrata efficiente e soprattutto adeguata alle circostanze imposte. Oggi l’agenda indigena di revindicazioni é unica e globale.
Ci sono molti interessi attorno alle terre Mapuche. Come affrontate il tema della proprietá privata?
É come dicevo prima. Il tema dei diritti territoriali enunciato nel Convengo 169 dell’Organizzazione internazionale del Lavoro sui popoli indigeni e tribali del 1989 e nella Dichiarazione dei diritti dei popoli indigeni delle Nazioni Unite -in particolare sul diritto all’autonomia- é un concetto chiave per regolare la relazione tra i popoli indigeni, Stato nazionale ed imprese transnazionali. É chiaro che l’esistenza di risorse naturali nei territori indigeni comporta la necessitá di specificare le regole del gioco a livello globale. Questo per il fatto che lo Stato nazionale puó fare poco o nulla di fronte al potere delle multinazionali.
Possiamo quindi parlare di discriminazione nei confronti del popolo Mapuche?
In termini di precedenti, vale solo considerare che dalla sua creazione la legge Antiterrorismo é stata applicata solo contro membri della nazione Mapuche. Nessun cileno é stato condannato da questa legge.
L’applicazione della legge Antiterrorismo é una violazione ai diritti umani dei cittadini che esercitano il diritto alla protesta, demandano il diritto alla proprietá sulle loro terre ancestrali, esigono il rispetto alla loro forma di vita e alla loro identitá culturale. In questo momento ci sono 37 dirigenti politici mapuche che sono in prigione in distinte carceri del sud del Cile. Di questi 28 sono stati processati o condannati in base alla Legge antiterrorismo. In totale ci sono 60 comuneros in prigione o in libertá condizionale o con misure cautelari. Tre mapuche hanno dovuto chiedere asilo politico in Argentina e Svizzera e cinque sono morti in conseguenza degli spari e alla tortura della polizia cilena.
Che sviluppo ci si puó aspettare per i quattro comuneros condannati a Cañete?
Il 22 marzo 2011 é stata dettata la sentenza del tribunale di Cañete. I quattro comuneros sono stati dichiarati colpevoli di tentato omicidio del pubblico ministero Mario Elgueta nell’ottobre 2008 e per tentato furto. Héctor Llaitul ha ricevuto 25 anni di carcere, Ramón Llanquileo, Jonathan Huillical e José Huenuche hanno preso in totale venti anni. Da una settimana hanno iniziato uno sciopero della fame. Non c’é altro da dire: la lotta continua. In questo tipo di circostanze gridiamo con la forza dell’anima: Mari chi weu (vinceremo dieci volte di piú!).

Texto original de la entrevista en español
http://www.mauriziocampisi.com/wp-content/uploads/2011/03/Entrevista.docx

Autore Maurizio Campisi
http://www.mauriziocampisi.com/mapuche-laltra-faccia-del-cile/

Fuente: Foro Escandinavo por los Derechos de los Pueblos Indígenas

 Campañas

2018-04-07

Workshop on Modern-Colonial Geographies in Latin America

The Mirage of The Civilizing City and the Archaic Countryside

The production of colonial landscapes has affected the ways in which modern space is imagined, narrated, and exploited. Moreover, the materiality of colonial and postcolonial practices has further contributed to shape hierarchical relationships across Latin American societies. As a result, urban and rural spaces, rather than being thought of as linear and dualistic forms, seem to constitute a contradictory and problematic relationship. Kings College London, on 5-6 April 2018. Full details http://aghct.org/modern-colonial-geographies.
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2018-04-23

Listado actualizado: pewu/ octubre/ 2017

Prisioner@s polític@s mapuche

El conocimiento ancestral que la ñuke mapu nos ha regalado son una esperanza, pues con ese conocimiento nuestro pueblo también podrá defenderse de las constantes agresiones del estado chileno y el sistema capitalista, las cuales vemos a diario en los megaproyectos hidroeléctricos, mineros, en el extractivismo, monocultivo forestal y un largo etcétera… Es en este escenario, que hoy suman 41 pres@s polític@s mapuche, de los cuales entregamos a continuación una breve información.
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2018-06-01

Sobre la reconstrucción como sociedad mapuche

El mensaje de de la Machi Adriana Paredes Pinda

Adriana Paredes Pinda; Ph.D. en Ciencias Humanas nació en Osorno, Chile. Pertenece a la Nación Mapuche-Huilliche, poeta, profesora y machi. En este video da cuenta de la situación actual por la que se atraviesa en el territorio del Pueblo Mapuche, y entrega su mensaje sobre la reconstrucción de la sociedad mapuche sobre la base del Kume Mongen y a la recuperación del saber ancestral. Una importante reflexión cuando se inicia un nuevo ciclo de la naturaleza; Wiñoy Tripantu, Año nuevo mapuche o año nuevo indígena. Ver el video: Mensaje Adriana Paredes Pinda sobre la reconstrucción sociedad mapuche
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2018-10-22

Podcast Latinoamerica: sueco y castellano

Latinamerikapodden: svenska och spanska

Till folk som föredrar lyssning framför läsning. Lari Honkanen, kommunikatör för Latinamerikagrupperna och programledare för podden. Lyssna
Para aquellos que prefieren escuchar en vez de leer. Lari Honkanen comunicador social de Grupo Latinoamerica es el presentador y director del podcast. Escucha aquí
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2018-11-16

Se agrava con varios heridos en Argentina

La histórica pugna entre Benetton y los mapuches

La comunidad indígena, que reclama su derecho ancestral sobre las tierras de la Patagonia argentina, fue repelida violentamente por más de 200 oficiales. Amnistía Internacional repudió el hecho.
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2018-12-27

Benetton y los mapuches, batalla sin fin en la Patagonia argentina

Un grupo de indígenas se instala en una parte de las 900.000 hectáreas con 100.000 ovejas que tiene el grupo italiano en el país austral. Los intentos por sacarlos han acabado con heridos graves.
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2020-01-05

Software desarrollado para apoyar la enseñanza del Mapudungun

Aquí plasmamos voces de niños, de adultos y ancianos, voces de aves, de árboles y de vertientes, para seguir aprendiendo con dignidad y horizontalidad, conscientes de su origen y proyectándose a dialogar con el mundo, pues las lenguas tienen que ocupar los espacios de la comunicación y del aprendizaje.
Descarga Mapudungun Mew
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2020-01-05

Basta de violencia

En Chile los gobiernos post dictadura militar, han aplicado la Ley antiterrorista N° 18.314, exclusivamente contra representantes y activistas mapuche. Esta normativa fue adoptada por la dictadura militar para atacar a sus enemigos internos, con el fin de vulnerar los derechos juridicos de los imputados. Esta norma ha sido objeto de crítica de parte de los órganos de protección de los Derechos Humanos y la Corte Interamericana de Derechos Humanos quien ha considerado su aplicación con los Mapuche contrario a un Estado de Derecho.
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2020-01-06

Progreso occidental

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2020-01-14

¿Qué nos legó Occidente en su intento de globalización colonizadora?

La recargada colonialidad permanente en América Latina

La condición de colonialidad no sólo configura en el colonizado la idealización “natural” del color, sentir, hacer y pensar del colonizador, sino que instala dispositivos nefastos en las estructuras psicológicas más profundas del primero que irremediablemente lo convierten en un ser creyente que diviniza al segundo. Por tanto, para él o la colonizada, las condiciones de subordinación/despojo no sólo son vistas como “realidades normales”, sino que son asumidas con gratitud como una “benevolencia” del colonizador. Quizás por ello, no es común preguntarse sobre la benignidad del histórico legado colonial permanente que comenzó hace 524 años, en Abya Yala.
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2020-01-30

Historia, colonialismo y resistencia desde el país Mapuche

Ta iñ fijke xipa rakizuameluwün.

Acceso libre al libro Ta iñ fijke xipa rakizuameluwün: Historia, colonialismo y resistencia desde el país Mapuche. Temuco: Ediciones Comunidad de Historia Mapuche, 2012. Descarga
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2020-02-01

Centro de Documentación Mapuche Ñuke Mapu

Libros históricos para estudio, consulta sobre el pueblo Mapuche (descarga en formato PDF)

Libros históricos para estudio, consulta sobre el pueblo Mapuche tanto en su estructura síquica y en su idiosincrasia, siendo la característica primaria del pueblo mapuche su fortaleza.

Nota: Estos documentos pertenece al patrimonio cultural comun, por lo que puede ser utilizado y reproducidos libremente.
Libros históricos para estudio, consulta sobre el pueblo Mapuche (descarga en formato PDF)
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2020-02-02

Publicación sobre la cultura, sociedad y política de los pueblos originarios.

El periódico Pukara

El Periódico Pukara quiere ser un baluarte en el lucha de ideas, en el combate de principios, en la guerra conceptual, de análisis, de información e investigación que libran los pueblos indígenas contra el ocupante colonialista. El periódico Pukara es una publicación mensual sobre la cultura, sociedad y política de los pueblos originarios. Periodico Pukara
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2020-02-02

La convocatoria se encuentra abierta todo el año.

Corpus revista de divulgación, análisis sobre la historia o etnografía de los pueblos originarios

Corpus es una revista de divulgación, análisis y crítica de fuentes inéditas o desconocidas sobre la historia o etnografía de los pueblos originarios y campesinos, y de discusión en torno a raza, etnicidad y otras formas de alteridad social y política en el continente americano.
La convocatoria se encuentra abierta todo el año para publicar, compartir y desclasificar los materiales o fuentes de información.
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2020-02-02

Manual completo en formato PDF para consulta o descarga :

Manual para defender los derechos de los pueblos indígenas

El objetivo de este manual es contribuir, con un instrumento práctico, a la labor que realizan personas, pueblos indígenas y organizaciones dedicadas a proteger y gestionar a favor de los derechos de los pueblos indígenas.
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2020-02-02

ONU Foro permanente de los pueblos indigenas

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2020-02-03

La expansión de la cultura occidental y la subordinación de la mujer

La conmovedora historia de la mujer objeto occidental

El uso del cuerpo de la mujer en publicidad es violencia simbólica, muy evidente y perceptible. La subordinación sexual de la mujer en la promoción de ventas es un elemento clave en las campañas de marketing que la exponen como mercancía, y objeto sexual. A la mujer occidental en los spots comerciales se le presenta sin cualidades y habilidades intelectuales y se le reduce en un objeto de satisfacción de necesidad biológica del hombre occidental. Mire el video:
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2020-02-13

Programa Radial Mapuche

Wixage Anai espacio para la expresion Mapuce

Peñi, lamgen es importante que usted pueda sumar su apoyo a esta labor de comunicación que hace 21 años se realiza, asistiendo a los encuentros que convocamos u otras iniciativas. Correo electrónico: wixageanai.radio@gmail.com Telefono: 92246211
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2020-03-26

Año 2016: Acuerdo Unión Europea y Turquía

Convierte la isla de Lesbos, Grecia en campo de deportación de refugiados

Médicos sin Fronteras, ACNUR y otras ONG suspenden sus actividades en el campo de Moria en la isla de Lesbos; Grecia para no ser "cómplices de un sistema injusto e inhumano". Tras la entrada en vigor del acuerdo alcanzado entre la Unión Europea y Turquía el campo de acogida de refugiados de Moria se ha convertido en un centro de deportación de refugiados. Los Veintiocho de la Unión Europea acordaron resolver el problema de las migraciones a través de “la reubicación.” El acuerdo Unión Europea y Turquía obliga a solicitantes de asilo a subir esposados a los barcos sin informarles de su destino. Este acuerdo vulnera la Convención de Ginebra sobre el Estatuto de los Refugiados en lo relativo al principio de no devolución y a la prohibición de expulsiones colectivas. Una flagrante violación de los derechos humanos, del Derecho Internacional Humanitario y de las libertades fundamentales. Polonia, Hungría y otros Estados europeos; tradicionalmente países de emigración, anuncian que no recibirán refugiados...
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2020-10-13

El 12 de octubre, Latinoamérica se viste de indígena (con orgullo)

Son muchos los países sudamericanos que han cambiado el nombre y el motivo de la festividad del conocido como Día de la Raza para olvidar la colonización y conmemorar a los caídos indígenas.
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Quieren Destruir los bosques y rios de El Bolson y la Patagonia Andina


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